Mi riallaccio al post “Maledetta FAD!” per segnalare un esempio di come - sia pure pian piano e a fatica - qualche ente sta iniziando a ragionare di come integrare la Fad nella propria progettazione didattica.
A breve partirà un corso sulla creazione d’impresa realizzato in collaborazione con Ial Emilia Romagna - sede di Modena.
Il corso sarà realizzato con modalità “blended” (miste aula - elearning)
Proviamo a immaginare: andiamo a un corso, ascoltiamo e impariamo. Se il docente era bravo, ci ha aperto molti orizzonti nuovi.
Ma quando torniamo a casa (o - se era un corso aziendale - il mattino dopo) che si fa?
Chiaro: se la nostra motivazione è molto forte ci sforzeremo di applicare nella pratica quanto imparato. Ma spesso il quotidiano è più forte della motivazione…
Il corso “Neoimpresa” consentirà a IAL di sperimentare la modalità blended: i 12 destinatari, aspiranti imprenditori, potranno utilizzare la piattaforma per l’autoapprendimento, per le esercitazioni e per il loro project work assieme al docente.
Ed ecco l’apprendimento “blended”
i materiali saranno in larga parte prodotti da elearnit
i docenti interagiranno con elearnit per la produzione dei contenuti, in modo da integrare correttamente le modalità didattiche (aula e elearning)
il corso è stato progettato fin dall’inizio con questa modalità
nella fase di promozione del corso, i corsisti che si sono iscritti hanno manifestato interesse verso la modalità mista: per molti (il corso è per lavoratori) questo è l’unico modo in cui possono partecipare! (alcuni hanno chiesto: ma non si può fare tutto a distanza?)
il docente stesso potrà sottoporre delle esercitazioni o dei casi di studio che il corsista può svolgere da solo o anche con gli altri partecipanti
il project work individuale sarà sviluppato attraverso la piattaforma, usufruendo dell’esperienza del docente (usando ad esempio il “repository”)
Insomma, il corso diventa un’esperienza continuativa che mi accompagna e non solo un avvenimento spot.
E’ un esempio virtuoso di quello che può fare un ente di formazione integrando l’e-learning nella sua attività didattica.
Riprendo e sviluppo ulteriormente qui un articolo che ho già pubblicato sul blog di Origyne, un progetto col quale collaboro da qualche tempo e che si occupa di Training per fare impresa
Cos’è un’idea?
Ho un’idea, o è solo una bozza? Cerchiamo di capire cos’è un’idea d’impresa. Dall’idea al progetto.
Bene, facciamo conto che abbiate davvero un’idea. E adesso? Come la trasformo in progetto? Come la coltivo?Cos’ha una grande impresa che voi non avete?
Distribuzione: molti agenti, molti rivenditori che non vogliono prendersi rischi, ma avere prodotti che sanno che possono vendere. Prodotti supportati da pubblicità. La Barilla ha gli scaffali dei supermercati pieni, è difficile toglierla da lì.
Accesso al capitale: se un mercato necessita grandi investimenti, una grande impresa li farà. Dove gli investimenti necessari per entrare in un settore sono alti, spesso la grande impresa prevale.
Consapevolezza del marchio: chiunque può produrre una sigaretta uguale, ma il marchio Marlboro da solo conta molto più della qualità del prodotto.
Relazioni coi clienti: specie nel B2B, è un vantaggio enorme. Se il gruppo Espresso lancia una nuova rivista, le relazioni con gli inserzionisti pubblicitari ce le ha già tutte pronte, non se le deve costruire da zero. In mercati maturi, conoscere già i clienti è un vantaggio.
Bravi collaboratori: pile di curriculum. La gente vuole lavorare nelle grandi imprese. Hanno pile di CV di gente che vuole lavorarvi e lì c’è anche gente molto brava.
Avete una possibilità di vincere? No. Se provate a competere su questi 5 punti no. Non se provate ad essere come le grandi imprese, però più piccole. Dovete andare dove loro non possono.
Non innamoratevi dell’idea: innamoratevi di un’opportunità di business.
Voi (gli start-up, i piccoli, i neo-imprenditori….) avete in realtà una serie di vantaggi che i grandi non hanno, e la vostra idea vincente deve sfruttarli.
Niente da perdere. Le grandi imprese sono consolidate e hanno tutto da perdere nell’uscire dai modi di lavorare consolidati. E così perdono un sacco di opportunità: quando nacque il trasporto aereo, le compagnie ferroviarie avrebbero potuto dominarlo, bastava che ci si buttassero. Ma preferirono proteggere quello che avevano.
Vi bastano i pesci piccoli: per una grande impresa, solo i grandi progetti e grandi affari valgono la pena. Sono grossi, e devono mangiare molto. Voi siete piccoli, vi basta mangiare poco e i pesci piccoli sono più facili da trovare, ce n’è di più.
Scelte rapide: le grandi imprese non riescono a fare scelte rapide, a volte a costo di perdere delle opportunità o di non servire bene un cliente.
R&S rapido: non sempre il lavoro di gruppo è più produttivo di quello individuale. Non puoi chiedere a nove donne di lavorare al massimo per produrre un bambino in un mese con il lavoro di gruppo. Una grande impresa affiderà la ricerca a un gruppo di burocrati, che spesso ci metteranno più tempo per partire di quanto voi ce ne metterete per avere un risultato.
Siete gli sfidanti: anche nella scelta dei fornitori, quando arriva un grande i fornitori alzano il prezzo perché sanno che possono pagare. Con voi no.
Basse spese generali: non vi servono grandi spese. Se non riuscite a essere più economici delle grandi imprese, avete scelte il prodotto sbagliato o state seguendo la strada sbagliata.
Gestione del vostro tempo: avete la flessibilità di essere più veloci quando serve, ma di prendervi il vostro tempo quando non è necessaria la velocità.
Provate a immaginare di avere problemi nella gestione del magazzino, ad esempio. A chi vi ispirereste per migliorare i vostri processi? Ad altre imprese dello stesso settore per vedere come fanno loro? Sì, può essere un’idea. Ma non sarebbe meglio scoprire
chi è il più bravo, tra le imprese della mia dimensione, in questo processo?
come fa ad essere il più bravo?
si può capire nel dettaglio?
si può esportare questo processo e applicarlo nella mia impresa?
Detta così, sembrerebbe un sogno. E invece si può fare… basta avere una banca dati di migliaia di imprese cui far riferimento e poter usare una metodologia messa a punto per le piccole e medie imprese. Addirittura, se si potesse avere una banca dati dei processi eccellenti … e infatti c’è.
Lavoro da tempo con i prodotti di Gain Club (Ecipar Emilia Romagna), che già da una decina d’anni ha portato in Italia e adattato alle PMI delle metodologie pensate per le grandi imprese.
Ho condotto anche alcune ricerche e casi di studio che mi hanno fatto conoscere imprese eccellenti e “filiere” eccellenti.
Potete scaricare queste ricerche dai link qui di seguito:
- Coxa - impresa eccellente nella meccanica
- Acetum - impresa eccellente nel food
- Filiera Immergas
Per conto dello Ial Emilia Romagna ho curato una pubblicazione che raccoglie casi di successo nel settore della meccanica strumentale della provincia di Modena.
Potete trovare i dettagli della pubblicazione qui.
Consulente di marketing, formatore e esperto di elearning.
Troppe cose tutte assieme? Si potrebbe pensare di sì, ma in realtà queste cose assieme funzionano.
Soprattutto curioso di sperimentare, di imparare e di fare meglio, per i clienti (ma in realtà alla fine per me stesso).
Anche il blog sarà “troppe cose tutte assieme”. D’altra parte “È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa” (B. Pascal).