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Parola di consulente

Archivio per la categoria ‘Formazione’

Progetto Better Building

Pubblicato da Max su 13 Novembre 2009

Ricevo – e volentieri pubblico, a fini di diffusione – questo articolo sul tema della formazione in campo ambientale-energetico.

ALLARME ENERGIA: IL FUTURO E’ ALLA NOSTRA PORTA

Il consumo frenetico di energia fossile non si arresta e l’energia rappresenta la causa principale del cambiamento climatico in quanto incide per l’80% sulle emissioni di gas a effetto serra. Il risparmio energetico rappresenta la forma più pulita e conveniente di energia. Sicuramente gli edifici nell’ambito del residenziale e del terziario, offrono un potenziale enorme per il risparmio energetico in quanto costituiscono la fonte da cui proviene il 40% dell’energia consumata nell’UE.

Il Progetto “Better Building” finanziato con il sostegno del Programma Leonardo da Vinci, ha inteso creare le condizioni per sviluppare competenze tecnico-specialistiche legate all’efficienza energetica ed all’utilizzo delle risorse energetiche rinnovabili, destinate a docenti, esperti e uomini d’azienda del settore dell’edilizia. Dopo avere indagato lo stato dell’arte rispetto alla normativa, alle politiche locali a supporto all’applicazione dei principi di efficienza energetica, con uno sguardo privilegiato al settore dell’edilizia, e alla formazione professionale attivata in merito a tematiche di efficienza energetica applicata alla costruzione e ristrutturazione di edifici, il Progetto ha proceduto al trasferimento previo adattamento e validazione, di un curriculum didattico modulare sviluppato in Romania in una precedente azione finanziata sempre nell’ambito del Programma Leonardo da Vinci. Italia, Slovenia, Turchia sono i paesi che nell’ambito di Better Building hanno adattato e sviluppato il Curriculum attraverso il supporto di enti dell’ Austria, Romania e Norvegia. Scendendo nel dettaglio, gli obiettivi di Better Building possono essere così sintetizzati:

  • Sensibilizzare ai problemi del risparmio energetico, all’uso di fonti di energia rinnovabili e alla formazione di specialisti relativamente a questi temi
  • Creare condizioni che favoriscano l’azione di consulenza sui temi della ristrutturazione di edifici in un’ottica di rispetto dell’ambiente e di risparmio energetico
  • Sviluppare materiali e contenuti didattici per formare la figura di consulente del risparmio energetico.

 

I principali prodotti del progetto (Linee guida didattiche e suggerimenti operativi; Approccio concettuale per l’implementazione del curriculum; Percorsi didattici per formare esperti nel settore di riferimento) sono liberamente scaricabili dal sito www.better-building.eu

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Formazione e rispetto delle diversità

Pubblicato da Max su 2 Ottobre 2009

Empower deprived learners

Ricevo – e volentieri pubblico – questo interessante articolo scientifico sul tema della formazione degli adulti.

IL CONTRIBUTO DELLA FORMAZIONE AL RISPETTO DELLA DIVERSITA’
Come salvaguardare il principio della diversità: valorizzare stili ed esigenze individuali.
EMPOWER DEPRIVED LEARNERS –
Making learning more attractive for low-level educated adults
through introduction of self-organised learning.
A transfer system into three different European societies
2007 LLP-LdV/TOI/2007/NO/165.013

Malcom Knowles può essere considerato uno dei più noti studiosi dell’apprendimento degli adulti.
Punto di partenza del suo modello è la considerazione degli adulti come learners (soggetti in apprendimento) con le loro specifiche prospettive individuali.
L’obiettivo dell’insegnamento-apprendimento viene definito come progressiva acquisizione di autonomia da parte degli individui, sia per svolgere i ruoli propri delle diverse fasi della vita (bisogno di imparare), sia per imparare ad imparare (self directed learning).
Knowles formula una teoria dell’apprendimento degli adulti tenendo conto degli esperimenti e delle ricerche sulle caratteristiche specifiche che presentano i soggetti adulti ed identifica le peculiarità  del modello andragogico rispetto a quello pedagogico sulle base di sei presupposti (core principles) che caratterizzano l’adulto:

  • Il bisogno di conoscere: gli adulti sentono l’esigenza di sapere perché occorra apprendere qualcosa ed a cosa possa servire.
  • Il concetto di sé: il concetto di sé nell’adulto è vissuto come dimensione essenzialmente autonoma, di conseguenza, se l’adulto si trova in una situazione in cui non gli è concesso di autogovernarsi, sperimenta una tensione tra quella situazione e il proprio concetto di sé: la sua reazione tende a divenire di resistenza.
  • Il ruolo dell’esperienza precedente: nell’educazione dell’adulto ha un ruolo essenziale l’esperienza, che diventa una base sempre più ampia a cui rapportare ed integrare i nuovi apprendimenti. L’esperienza porta le persone ad essere sempre più diverse l’una dall’altra: perfino lo stile cognitivo cambia per effetto delle esperienze fatte.
  • La disponibilità ad apprendere: l’adulto ha una disponibilità ad imparare mirata, cioè rivolta solo a ciò di cui sente il bisogno. Gli adulti sono disponibili ad apprendere ciò che hanno bisogno di sapere e di saper fare per far fronte efficacemente alla situazione della loro vita reale.
  • L’orientamento verso l’apprendimento: l’orientamento verso l’apprendimento negli adulti è centrato sulla vita reale; infatti essi apprendono nuove conoscenze, capacità di comprensione, abilità, valori, atteggiamenti molto più efficacemente quando sono presentati nel contesto della loro applicazione alle situazioni reali. La prospettiva è quella di un’immediata applicazione di quanto appreso.
  • Motivazione: le motivazioni più potenti sono le pressioni interne: il desiderio di una maggiore soddisfazione nel lavoro, l’auto-stima, la qualità della vita. Benchè da adulti si risponda ad alcuni moventi esterni (lavoro migliore, promozioni, retribuzione più alta), le motivazioni più potenti sono le pressioni interne, le cosiddette “motivazioni intrinseche”.

Knowles illustra come l’applicazione di tali presupposti implichi un nuovo modello di progettazione e conduzione di programmi di formazione degli adulti, nonché una nuova figura di docente.

Il modello formulato si connota come un modello “di processo”, cioè un modello che fornisce procedure e risorse per aiutare i discenti ad acquisire informazioni e abilità.

In questo modello vengono delineati alcuni aspetti cardine, tra cui, centrali, vi sono:

  • La condivisione del progetto (contratto di apprendimento): un aspetto della prassi formativa che infatti differenzia più nettamente la scuola pedagogica (“insegnare”) da quella andragogica (“facilitare l’apprendimento”) è il ruolo del discente nella pianificazione. Una delle scoperte fondamentali della ricerca applicata sul comportamento degli adulti è che le persone tendono a sentirsi impegnate in una decisione o in un’attività in diretta proporzione alla loro partecipazione o influenza sulla sua progettazione e sul processo decisionale che la riguarda.
  • La Diagnosi dei bisogni di apprendimento: un bisogno di apprendimento può essere definito come la discrepanza o il divario esistente tra le competenze definite nel modello e il loro livello di sviluppo attuale nei discenti. Secondo l’andragogia, l’elemento critico nella valutazione di questi divari è la percezione che gli stessi discenti hanno della discrepanza tra la situazione attuale e quella che vogliono (ed hanno bisogno di) raggiungere. Il passo conclusivo è quindi la formulazione degli obiettivi scelti dal discente stesso in quanto rispondenti ai bisogni formativi auto-diagnosticati.

Knowles mette esplicitamente in discussione la tradizionale distribuzione di ruoli di potere tra i famosi vertici del triangolo committente-formatore-partecipante.
Propone il coinvolgimento diretto, anzi assegna un ruolo decisionale ai soggetti dell’apprendimento in tutte le fasi del processo, a cominciare dalla determinazione degli obiettivi. Rivaluta tra le risorse dell’apprendimento, aspetti scontati come l’esperienza, ma anche altri che lo sono di meno come lo stato emotivo ed affettivo degli individui, le loro reciproche interazioni e quelle con il contesto tanto di lavoro quanto di vita.
La posizione di Knowles, ove applicata coerentemente, rivoluziona di fatto la prassi formativa tradizionale, ancora largamente diffusa, in una formazione rivolta all’uomo e alla donna interi; all’individuo in rapporto risolto con il suo lavoro, certo, ma anche individuo carico di una sua propria storia, di una sua esperienza, di sue idee convinzioni esperienze, di affetti bisogni motivazioni interessi e perché no, doveri.
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Il progetto è stato finanziato col supporto della Commissione Europea.
Questo articolo riporta il punto di vista del solo autore – IAL CISL Emilia Romagna – e la Commissione Europea non può essere ritenuta responsabile per qualsiasi utilizzo che possa esser fatto delle informazioni qui contenute.

Ial

Leonardo

Per maggiori informazioni su questo tema o per programmare un’intervista, per favore contattare il coordinatore Giovanni Primavera all’indirizzo e-mail giovanniprimavera@ialemiliaromagna.it

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Self Directed Learning

Pubblicato da Max su 2 Ottobre 2009

Empower deprived learnersRicevo – e volentieri pubblico – questo interessante articolo scientifico sul tema della formazione degli adulti.

La formazione “intenzionale” e la formazione “naturale”
EMPOWER DEPRIVED LEARNERS –
Making learning more attractive for low-level educated adults
through introduction of self-organised learning.
A transfer system into three different European societies
2007 LLP-LdV/TOI/2007/NO/165.013

Il concetto di Self Directed Learning (SDL) fa riferimento alla possibilità della persona di gestire o co-gestire i processi di apprendimento che la riguardano.
Rispetto al concetto di SDL, un gran numero di studiosi si è impegnato negli ultimi anni, in particolare nel corso degli anni ’90, nella sua formalizzazione.
Percorrendo le diverse teorie a riguardo, sembra che attraverso il SDL la ricerca educativa entri nella sfera dell’educazione informale ad indagarne gli aspetti e, mentre riconosce l’autonomia individuale della formazione, si spinge a determinare norme che regolano l’autoformazione nella vita quotidiana e nel lavoro.
Gli approcci al SDL possono essere diversi e, in taluni casi, anche divergenti; per comodità si posso ridurre a due teorie fondamentali:

  • una prima ipotesi sottolinea il carattere lineare del processo formativo ed il suo sviluppo per stadi; esso viene descritto come una successione logica nella quale si parte analizzando i bisogni individuali, si passa a determinare gli obiettivi, a scegliere le azioni formative e infine a selezionare i metodi, tecniche e strumenti da adottare. Si tratta di un approccio nato dall’esigenza di gestire processi formativi che si sviluppano in situazioni di educazione formale (Tough, 1979);
  • una seconda ipotesi enfatizza le ragioni opposte, ovvero la relativa casualità di scelte e strategie, influenzate dalle risorse ambientali e dalle opportunità che si presentano. In tal senso, il SDL somiglierebbe più ad una serie di tentativi, più o meno efficaci a seconda delle persone e dei rispettivi progetti formativi. Il SDL si presenterebbe come “la rappresentazione dell’enorme complessità ed imprevedibilità di un impegno formativo” (Candy, 1991).

Il SDL può risultare così una teoria grazie alla quale incorporare nella continuità della formazione la vita quotidiana, il lavoro e tutti i contesti informali; ma, all’opposto, la sua teorizzazione può anche tendere a finalizzare il SDL “naturale” ad un processo di trasformazione “intenzionale”.
Il SDL diventa quindi un terreno su cui opera la dialettica delle relazioni educative: la dialettica del formale VS l’informale e il non formale, dell’intenzionale VS il naturale.
Da ciò deriva che la ricerca sul SDL, ed in generale quella legata all’apprendimento per tutto l’arco della vita, deve indagare anche il campo dell’educazione informale, nella quale agiscono una miriade di processi formativi tanto influenti sul soggetto quanto quelli scaturiti da processi formalizzati e controllati.
La ricerca sul SDL deve allora cogliere la sfida di costruire nuovi significati e nuove condizioni di vita a partire proprio da questa sfera.
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Il progetto è stato finanziato col supporto della Commissione Europea.
Questo articolo riporta il punto di vista del solo autore – IAL CISL Emilia Romagna – e la Commissione Europea non può essere ritenuta responsabile per qualsiasi utilizzo che possa esser fatto delle informazioni qui contenute.


Ial

Leonardo

Per maggiori informazioni su questo tema o per programmare un’intervista, per favore contattare il coordinatore Giovanni Primavera all’indirizzo e-mail giovanniprimavera@ialemiliaromagna.it

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Formazione per tutti

Pubblicato da Max su 2 Ottobre 2009

Empower deprived learnersRicevo – e volentieri pubblico – questo interessante articolo scientifico sul tema della formazione degli adulti.

FORMAZIONE PER TUTTI E PER TUTTA LA VITA!
EMPOWER DEPRIVED LEARNERS –
Making learning more attractive for low-level educated adults
through introduction of self-organised learning.
A transfer system into three different European societies
2007 LLP-LdV/TOI/2007/NO/165.013

L’apprendimento è (ed è sempre stato), per chiunque, un processo che dura tutta la vita.
L’idea, purtroppo sottile e diffusa, che il processo conoscitivo si limiti al periodo scolastico pone gli individui in una situazione del tutto svantaggiosa: essi diventano incapaci di affrontare situazioni, professionali e di vita, nuove o complesse, diventano essere umani obsoleti come le nozioni che sono state loro imposte.
La Comunità Europea, cogliendo questo pericolo, attraverso il Programma d’azione comunitaria nel campo dell’apprendimento permanente, o Lifelong Learning Programme, si pone l’obiettivo generale di contribuire allo sviluppo della Comunità Europea, quale società avanzata basata sulla conoscenza, attraverso la valorizzazione del concetto di apprendimento permanente, lo sviluppo di metodologie che possano migliorarlo e/o la promozione di esperienze concrete.
Il lavoro più urgente sembra essere quello di contrastare le attuali, riconosciute, inadeguatezze dei sistemi educativi rispetto all’urgenza imposta dalle innovazioni, e quindi quello di lavorare su principi pedagogici o andragogici più rispondenti alle nuove sfide, cognitive e sociali.

Il progetto EMPOWER DEPRIVED LEARNERS, nato all’interno del Programma Leonardo da Vinci di LifeLongLearning, mira nello specifico a valorizzare e diffondere i principi del SELF DIRECTED LEARNING, un  metodo di apprendimento
che attiva lo sviluppo di competenze sociali e personali legate al self-management (auto-gestione), capace di rafforzare la fiducia in se stessi e di stimolare l’abilità di agire in modo sicuro ed emancipato, sia in ambito lavorativo che sociale.
In che modo questo metodo d’apprendimento riesce a sviluppare competenze così fondamentali per avere successo nella vita?
Attraverso un approccio che impone la responsabilità del proprio processo di apprendimento: si viene coinvolti nella progettazione di tale processo e si sperimenta il fatto che l’apprendimento è legato alla personalità; che non è qualcosa di standard, e quindi è alla portata di tutti, perché lo standard lascia sempre fuori qualcuno…
Se le persone sono supportate ed accompagnati nella “gestione” del proprio autocontrollo da formatori e facilitatori dell’apprendimento, l’apprendimento diviene un’ esperienza preziosa e sostenibile.
La valenza del metodo risiede quindi in una capacità di rendere l’apprendimento attraente grazie all’azione sulle leve motivazionali e dell’autostima.
Ci si sente finalmente artefici di qualcosa: di se stessi, della propria conoscenza.
Per le ragioni di cui sopra, il metodo del Self Directed Learning viene destinato dal progetto EMPOWER DEPRIVED LEARNERS alle persone svantaggiate e con bassa qualificazione, che generalmente vivono l’apprendimento, nelle sue modalità più tradizionali, come un fallimento e che sono pertanto soggetti ad un circolo vizioso di insuccessi.
Attraverso tecniche e strumenti propri del Self Directed Learning, quali ad esempio esercizi di studio legati alla biografia personale, persone con difficoltà cognitive o demotivazione allo studio possono acquisire nuove conoscenze.
Il fatto di riuscire ad acquisirle, ed il come sono state acquisite, può sostenerle in una crescita inarrestabile.
Puntiamo allora a coinvolgere tutti nella formazione per la vita!
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Il progetto è stato finanziato col supporto della Commissione Europea.
Questo articolo riporta il punto di vista del solo autore – IAL CISL Emilia Romagna – e la Commissione Europea non può essere ritenuta responsabile per qualsiasi utilizzo che possa esser fatto delle informazioni qui contenute.


Ial

Leonardo

Per maggiori informazioni su questo tema o per programmare un’intervista, per favore contattare il coordinatore Giovanni Primavera all’indirizzo e-mail giovanniprimavera@ialemiliaromagna.it

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spinner

Pubblicato da Max su 22 Giugno 2009

spinner_2013

Spinner 2013 offre un sistema integrato di agevolazioni, opportunità e servizi alla persona articolato in: Leggi il seguito di questo post »

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La responsabilità amministrativa delle imprese

Pubblicato da Max su 25 Maggio 2009

RAImpreseForse non tutti sanno che anche le piccole imprese possono rischiare pesanti sanzioni amministrative e penali. Ad esempio, nell’ambito dei propri rapporti con Stato e Enti Pubblici, nelle attività commerciali, nella sicurezza sul lavoro, nel caso un dipendente effettui abusivamente un accesso a un sistema informatico o telematico.

L’unico modo per tutelarsi è adottare un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo che deve essere

  • gestito
  • monitorato
  • aggiornato

Tutti i dipendenti devono perlomeno esserne a conoscenza, altrimenti si può arrivare anche a un processo penale.

Assieme al mio partner – Avvocato Alessandro Zeppelli, vi proponiamo un progetto di formazione e consulenza per mettervi al riparo da tutti i rischi. Ecco la proposta formativa: clicca per scaricarla.

Finanziabile
Questo progetto può essere finanziato grazie ai fondi interprofessionali (clicca per leggere l’articolo sui fondi).

Qui sotto, un documento Ipaper che spiega in dettaglio di cosa stiamo parlando. Se lo volete vedere direttamente su Scribd, ecco il link.

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Bando Fondartigianato

Pubblicato da Max su 19 Maggio 2009

FartE’ uscito il bando di Fondartigianato. Per i dettagli, si può consultare il sito del fondo qui.
E’ un bando di un fondo interprofessionale: per maggiori informazioni su cosa sono, si può vedere questo articolo.

In sintesi, questi i contenuti del bando:

  • finanziati piani formativi “tradizionali”
  • finanziati piani per sostenere riorganizzazione e/o ristrutturazione
  • 17 milioni complessivi, di cui 2,2 milioni per l’Emilia Romagna (regione con il budget più alto)
  • massimo 70.000 euro per progetto
  • Scadenze:
    • 13 luglio 2009
    • 12 ottobre 2009
    • 14 dicembre 2009
    • 15 febbraio 2010

Come sempre, siamo a disposizione per tutte le imprese interessate a presentare progetti su questo bando.

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I fondi interprofessionali

Pubblicato da Max su 4 Maggio 2009

fondiinterpro Forse molte imprese hanno sentito parlare negli ultimi tempi dei fondi interprofessionali. Ma che roba è? Come funzionano? Quanto costa? Come si fa a ottenere il finanziamento? Quanto si può ottenere? In tempi in cui le risorse del Fondo Sociale Europeo (che per circa 20 anni hanno costituito larga parte del mercato dei corsi di formazione in Italia) sono in drastico calo, questo tipo di strumenti rappresentano uno delle armi più interessanti a disposizione delle imprese. Leggi il seguito di questo post »

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Corsi gratuiti per PMI

Pubblicato da Max su 5 Ottobre 2008


Segnalo una serie di corsi in partenza, organizzati da Ial Cisl Emilia Romagna (è un mio cliente).

PROGETTO Sviluppare le competenze e migliorare le professionalità dei lavoratori nell’artigianato emiliano romagnolo

La durata dei corsi è di 40 ore e si svolgeranno c/o l’agenzia formativa di Modena (Centro per l’Automazione e la meccanica)

Il cablaggio quadri elettrici >>
L’applicazione della metrologia alle lavorazioni meccaniche a CN >>

Schemi elettrici con il CAD >>
Progettazione e realizzazione impianti fotovoltaici >>
Progettazione e realizzazione impianti solari termici >>

PROGETTO Rete armonica

La durata dei corsi è di 40 ore di cui 12 di project work e si svolgeranno c/o le sedi provinciali di IAL CISL Emilia Romagna (a Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena)

Organizzazione aziendale e Risorse Umane: migliorare i processi, valorizzando i ruoli >>
La gestione aziendale e delle risorse umane in ottica di qualità e miglioramento continuo >>

PROGETTO MECH -ER Piano Meccanica PMI Emilia Romagna

Corsi di 50 ore di cui 15 di studio individuale e si svolgeranno c/o le sedi provinciali di IAL Cisl Emilia Romagna (Parma e Modena)

Risparmio energetico nel processo di produzione >>
La Programmazione di PLC >>

Se hai ricevuto la presente informativa via e-mail potrai visualizzare le schede tecniche dei singoli corsi cliccando direttamente sul titolo che ti interessa. Ogni scheda contiene tutte le informazioni relative ad obiettivi, contenuti, destinatari e tempistiche.

Puoi trovare tutte le informazioni sui nostri corsi ed effettuare le pre-iscrizioni direttamente sul sito www.ialemiliaromagna.it. I corsi sono presenti anche sui siti tematici www.ialautomazione.it e www.ialambiente.it

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Parte un corso blended con IAL

Pubblicato da Max su 8 Aprile 2008

Mi riallaccio al post “Maledetta FAD!” per segnalare un esempio di come – sia pure pian piano e a fatica – qualche ente sta iniziando a ragionare di come integrare la Fad nella propria progettazione didattica.

A breve partirà un corso sulla creazione d’impresa realizzato in collaborazione con Ial Emilia Romagna – sede di Modena.

Il corso sarà realizzato con modalità “blended” (miste aula – elearning)

Proviamo a immaginare: andiamo a un corso, ascoltiamo e impariamo. Se il docente era bravo, ci ha aperto molti orizzonti nuovi.
Ma quando torniamo a casa (o – se era un corso aziendale – il mattino dopo) che si fa?

Chiaro: se la nostra motivazione è molto forte ci sforzeremo di applicare nella pratica quanto imparato. Ma spesso il quotidiano è più forte della motivazione…

Il corso “Neoimpresa” consentirà a IAL di sperimentare la modalità blended: i 12 destinatari, aspiranti imprenditori, potranno utilizzare la piattaforma per l’autoapprendimento, per le esercitazioni e per il loro project work assieme al docente.

Ed ecco l’apprendimento “blended”

  • i materiali saranno in larga parte prodotti da elearnit
  • i docenti interagiranno con elearnit per la produzione dei contenuti, in modo da integrare correttamente le modalità didattiche (aula e elearning)
  • il corso è stato progettato fin dall’inizio con questa modalità
  • nella fase di promozione del corso, i corsisti che si sono iscritti hanno manifestato interesse verso la modalità mista: per molti (il corso è per lavoratori) questo è l’unico modo in cui possono partecipare! (alcuni hanno chiesto: ma non si può fare tutto a distanza?)
  • il docente stesso potrà sottoporre delle esercitazioni o dei casi di studio che il corsista può svolgere da solo o anche con gli altri partecipanti
  • il project work individuale sarà sviluppato attraverso la piattaforma, usufruendo dell’esperienza del docente (usando ad esempio il “repository”)

Insomma, il corso diventa un’esperienza continuativa che mi accompagna e non solo un avvenimento spot.

E’ un esempio virtuoso di quello che può fare un ente di formazione integrando l’e-learning nella sua attività didattica.

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