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Archivio per la categoria ‘Web Marketing’

Social Media Reputation: i brand in pubblico

Pubblicato da Max su 24 Settembre 2009

buzzCosa succede quando troviamo qualcosa sul nostro marchio, sulla nostra azienda sui siti di Social Network? Su Youtube, su Friendfeed, su Twitter….eccetera? E cosa succede se non ci piace?

La prima reazione del manager tipico è di ordinare ai propri colleghi: toglilo! Ma non si può togliere. Come chiunque si occupi di marketing oggi sa, i mercati sono conversazioni. Lo sono sempre stati, la gente ha sempre parlato di noi e dei nostri prodotti con gli amici e i conoscenti. La differenza è che oggi lo fa in pubblico: ne scrive, ne blogga, posta immagini, riceve commenti. E cosa possiamo fare? E’ la Social Media Reputation, e molte aziende non sanno da dove partire nella sua gestione.

L’unica cosa razionale da fare è monitorarla e parteciparvi: non si può controllare ciò che viene detto di noi, ma si può partecipare e rispondere. Rispondere alle critiche, prendere decisioni in merito. Assecondare i fan, raccogliere i complimenti che ci vengono fatti e costruire prodotti-iniziative-attività che li raccolgano e che rendano più semplice partecipare.

Non è solo creare un blog aziendale, non è solo monitorare (esistono diversi strumenti per farlo) in modo automatico quello che viene detto su di noi. E’ avere uno strumento che unisca l’aggregazione dei contenuti che vengono creati su di noi con la possibilità di intervenire. Oppure, intervenire in modo certosino su tutti i singoli canali.

Ed ecco che entra Seth Godin: in questo post, Godin parla di tutte queste questioni e annuncia il lancio di Brands in Public, un servizio lanciato dal portale Squidoo (sempre di Godin). E’ un pannello di controllo che raccoglie (grazie all’integrazione con altri strumenti quali Google News, BuzzAgent, Twitter…) tutto quello che viene generato dal web su una singola azienda o brand.

Cosa ne pensate? E’ troppo caro? (400$ / mese) E’ meglio far fare le stesse cose a una persona? O è un applicazione vincente?

(immagine: crediti Garr Reynolds)

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Come valutare un “social media expert”

Pubblicato da Max su 12 Agosto 2009

Wow! un ottimo sistema per valutare un “social media expert”.

Su Conversation Marketing, via Gluca

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25 consigli per usare Linked In – parte 3

Pubblicato da Max su 5 Agosto 2009

Riprendo e traduco (adattandolo) in questo post un articolo scritto da Paul Castain – a cui vanno tutti i credit.
Il post originale è qui http://salesplaybook.blogspot.com/2009/07/linkedin-right-way.html.

Eccovi la terza parte, con i consigli dal 17 al 25. Leggi il seguito di questo post »

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25 consigli per usare Linked In – parte 2

Pubblicato da Max su 17 Luglio 2009

Riprendo e traduco (adattandolo)  in questo post un articolo scritto da Paul Castain – a cui vanno tutti i credit.
Il post originale è qui http://salesplaybook.blogspot.com/2009/07/linkedin-right-way.html.

Eccovi la seconda parte, con i consigli dal 9 al 16 Leggi il seguito di questo post »

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25 consigli per usare Linked In

Pubblicato da Max su 15 Luglio 2009

Riprendo e traduco (adattandolo)  in questo post un articolo scritto da Paul Castain – a cui vanno tutti i credit.
Il post originale è qui http://salesplaybook.blogspot.com/2009/07/linkedin-right-way.html

Molti neo-utenti di Linked In – di fatto – stanno davanti al PC e aspettano che il mondo bussi alla porta del proprio computer. Ovviamente, non è così. Per cui, ecco 25 consigli pratici per usare questo ottimo social network! Leggi il seguito di questo post »

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Il business plan dei social media

Pubblicato da Max su 6 Luglio 2009

social_networkQuindi i social network sono divertenti, giusto. Ok, ma hanno senso per il mio business? Quanto tempo dovrei dedicarci? Che tipo di ritorni posso avere?

Forse negli ultimi mesi in molti – me compreso – abbiamo dedicato riflessioni e progetti a come inserire i social media nel proprio sistema di marketing o di promozione, dimenticandoci che alla fine i piani di marketing…fanno parte del business plan complessivo!

Tim Berry, sul forum di American Express, si fa alcune domande  sui social network in ambito aziendale, proprio per inserirli nell’ambito di un business plan. Proviamo a vedere assieme i punti segnalati da Tim:

1. Definisci delle scadenze di revisione

Non fare mai un business plan senza stabilire ogni quanto lo devi rivedere. La pianificazione (il processo) è più importante del piano stesso! Stabilisci una scadenza fissa (una volta al mese, ad esempio) per misurare i tuoi progressi verso gli obiettivi.

2. Definisci gli obiettivi

Quali sono gli obiettivi che ti dai nell’ambito dei social media? Il numero di amici su Facebook, di fan per la tua pagina, di follower per il tuo twitter, di lettori, abbonati o commenti per il tuo blog? O forse solo di avere accesso agli ultimi trend del tuo settore o a quello che dicono i clienti? Qualunque siano gli obiettivi, cerca di averli chiari e misurali!

3. Definisci degli step concreti e specifici

Come raggiungere quegli obiettivi? Dividili in step più piccoli e brevi, da poter misurare un passo alla volta e soprattutto per essere in grado di monitorare i cambiamenti rispetto alle tue previsioni, inevitabili.

4. (Se ci sono più persone coinvolte): associa i compiti a dei responsabili

Ovviamente questo punto vale solo se il processo di marketing dei social media è diviso tra più persone. In ogni caso, anche nel social media marketing vale sempre il principio della responsabilità. Se non si sa chi è responsabile di un’attività, probabilmente nessuno se ne occuperà….

5. Sviluppa metriche utilizzabili .

La pianificazione non è un obiettivo in sè: quello che conta è l’esecuzione. Devi sviluppare delle metriche utilizzabili: numeri specifici e concreti che ti permettono di misurare come stai andando rispetto al piano. Come misurare i social media? A parte che ormai ci sono metriche abbastanza consolidate (date un’occhiata a Digital Marketing Lab di Leonardo Bellini, lo trovate nel mio blogroll), ma per sintetizzare il numero più importante sono i visitatori, i follower, gli abbonati.

Tutti i business plan sono sbagliati. Se il vostro piano azzecca tutti i numeri e le previsioni, preoccupatevi. Quello che conta è il processo di revisione, correzione e aggiustamento continuo che vi consente di tener traccia di come le assunzioni alla base del vostro piano stanno cambiando e reagire di conseguenza. Per questo, un piano è vitale – se no non si sa cosa correggere.

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il blocco del template bianco

Pubblicato da Max su 26 Giugno 2009

Tutti coloro che lavorano con il web marketing, i social media e in generale gli strumenti di pubblicazione di contenuti sul web hanno lo stesso problema. Cosa scrivo? Di cosa parlo? Come c’è il  blocco della pagina bianca, c’è anche il blocco… del template bianco.

Aaron Urmacher con questo suo post ci da una valanga di esempi, che riporto qua di seguito (in parte, quelli che mi piacevano di più). Certo, a questo livello di esemplificazione le cose sono facili. Più difficile (e più time-consuming) trovare davvero gli esempi. Ma avere una buona guida e una buona lista di cose-che-si-possono-fare ci rende più facile…farle!.

  1. Rassegna stampa –Pubblica una recente rassegna stampa che parla della tua impresa.
  2. Industry news – La tua opinione su una storia recente che riguarda il tuo settore – o il tuo mercato. Share your opinion about a recent story affecting your industry/audience.
  3. Buone pratiche – Fai un esempio di buona pratica a cui aderisci tu stesso
  4. Fiera 1 –  Prima di una fiera, condividi la tua lista di seminari interessanti, eventi cui parteciperai o di ciò che ti aspetti.
  5. Fiera 2 – Durante le fiera, condividi foto, note o interviste.
  6. Fiera 3
  7. Video – Cerca un video relativo al tuo settore, incorporalo nel tuo post e spiega perché è importante.
  8. Evento attuale – Seleziona un evento di cui si parla e discuti di come la vostra impresa affronta le crisi o le avversità.
  9. Consigli per la produttività – Email, Excel, PowerPoint… hai qualche consiglio pratico di come li usate nella tua impresa?
  10. Mini sondaggio via mail– Manda una mail con la stessa domanda a 5 persone (nella tua azienda, o a 5 clienti o a 5 persone che lavorano nel tuo settore) e condividi le loro risposte.
  11. Commenti al tuo Blog – Scegli qualcuno dei commenti al tuo blog.. e fanne un post.
  12. Scrivi un tutorial pratico – Magari è sul tuo lavoro o sul tuo prodotto, ma è comunque un tutorial, sempre apprezzato dai lettori di blog.
  13. Scrivi un post relativo al blog di un concorrente – Di cosa parlano gli altri? C’è qualcosa di cui vorresti parlare anche tu?
  14. Cultura aziendale – Cosa rende la tua cultura aziendale unica? Perché un potenziale dipendente potrebbe voler lavorare per te?
  15. Humor – Trova una vignetta o qualcosa di divertente E relativo al tuo prodotto
  16. StumbleDeliciousDigg Usali sia per consentire ai lettori di votare il tuo blog che per vedere di cosa si parla nel tuo settore
  17. Facebook – Cerca un gruppo relativo al tuo settore e condividi i tuoi pensieri in proposito.
  18. LinkedIn Answers – Trova una domanda relativa al tuo settore, rispondi e invita i tuoi lettori a fare lo stesso.
  19. White paper – Stai pubblicando nuove ricerche? Sei abbonato a qualche newsletter o report? Condividi quello che leggi e il tuo punto di vista coi tuoi utenti.
  20. Flickr image – Se dovessi scegliere un’immagine da Flickr Creative Commons licensed image che riflette il tuo umore, la tua industria o il tuo lavoro quale sarebbe e perché?
  21. Fai una  lista – Come questa, ma relativa al tuo settore. Tutti amano le liste.
  22. Inizia un “meme” – Scegli un argomento di conversazione, discutilo e invita altri blogger a postare sullo stesso argomento.
  23. Rispondi a una domanda del servizio clienti – Scegli una domanda che hai appena ricevuto da un cliente e che sia abbastanza interessante da servire da esempio anche per altri.
  24. Prova a sfidare lo status quo – Prova a prendere il punto di vista opposto a quello comune su una questione relativa al tuo settore.
  25. Confronta – Confronta e compara il tuo prodotto con quello di un concorrente.
  26. Condividi un problema –A volte la tua comunità può offrire buoni consigli per risolvere un problema che non riesci a risolvere da solo.
  27. Twitter– Fai una domanda alla tua comunità Twitter e usa le risposte come base per un post.
  28. Prova un nuovo programma SW e fanne una recensione – C’è in giro un nuovo sw, o una nuova versione, nel tuo settore? Se sì, scrivine e commentalo.
  29. Inizia una serie – Prendi un argomento che ti appassione e crea una serie di post che vanno nel dettaglio.
  30. Condividi un PowerPoint – Se crei molte presentazioni, scegline una di cui scrivere. Puoi anche caricarla (e embeddarla) con SlideShare per renderla più interattiva.
  31. Vai sul personale – Condividi una tua storia di vita (aziendale).
  32. Fai un’intervista – Con tuoi colleghi, con tuoi clienti, con tuoi fornitori. Informale, ma vera e interessante.
  33. Cerca nuovi trends – Quali sono le innovazioni di cui si parla nel tuo settore? Come cambia? Condividi i tuoi pensieri. Magari puoi usare Trendpedia.
  34. Chiedi allo stagista – Dopotutto, hanno un punto di vista completamente diverso, e magari hanno già il loro blog….

Io stesso ho già usato molti di questi spunti, quasi sempre prima ancora di aver visto questo post. In generale, il vostro blog dovrebbe parlare con una voce umana e appassionata di ciò che fate. Dovrebbe parlare di voi, del vostro prodotto o del vostro settore. Se ci lavorate, e ne scrivete, in teoria vuol dire che vi appassiona. A tal punto da “perdere tempo” a bloggare. Il denominatore comune di molte voci di questa lista è “condividere”: liste, pensieri, cose che avete letto, cose che avete sentito, esperienze che avete avuto. Se seguite questa parola chiave, gli argomenti non vi mancheranno mai. Quello che vi mancherà è il tempo, ma non lasciate che diventi un alibi. Del resto, nessuno vi ha obbligato a iniziare a bloggare.

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due casi di studio sull’e-mail marketing

Pubblicato da Max su 24 Giugno 2009

Come sempre, Seth Godin ci offre spunti interessanti sulla differenza tra permission marketing e marketing vecchio stile.

In questo post infatti vediamo due esempi di newsletter: nel primo esempio, c’è una persona reale che parla dei suoi prodotti, li recensisce, risponde ai commenti e alle mail. E soprattutto, nel primo esempio c’è una newsletter cui Godin si è abbonato con l’opt-in. Se e quando sarà interessato a quei prodotti come cliente, non ci sarà bisogno di cercare fornitori: la vendità è già fatta.

Nell’altro esempio, invece, abbiamo una newsletter sullo stesso prodotto. Una newsletter cui Godin non si è mai iscritto.

La differenza tra i due approcci è chiara: in un caso, permission marketing. Nell’altro, qualcosa che pur se tecnicamente può anche non essere SPAM, nella pratica viene trattato dal destinatario come tale. L’approccio di Godin è radicale, su questo punto. Da “cliente” o “prospect”, mi capita spesso di ricevere mail non richieste. Se si tratta però di servizi cui potrei essere interessato, o rilevanti per la mia attività, francamente non mi preoccupo di non essermi mai iscritto ma del contenuto, del tono del messaggio e delle informazioni contenute. E giudico – e agisco – in base a quelle.

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Le aziende, il marketing e la conversazione: sta succedendo qualcosa?

Pubblicato da Max su 9 Marzo 2009

social_network_id469214_size440Ha senso per le aziende unirsi alla conversazione su di loro e sui loro prodotti? Sicuramente sì, il punto è che è complicato capire come farlo.

Come può relazionarsi un’azienda rispetto ai contenuti generati dagli utenti?

E’ giusto che un’azienda sia presente su Facebook, su Linked In, sui blog? Che apra una community? Ovviamente la risposta è sempre “dipende”, cioé dipende dalla strategia, da cosa l’azienda vuole e da quali strumenti usa.

Insomma: stiamo intervenendo nel dibattito – quanto mai caldo – sulle aziende e il Web 2.0.

Forse arrivo buon ultimo nel dibattito e nella conversazione in corso, ma mi sembra un buon momento per arrivare, perché di carne al fuoco ce n’è parecchia. (avvertenza: questo post assomiglia a una tesi compilativa, nel senso che cito e riporto a mani basse :-) ) Leggi il seguito di questo post »

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