Siete pigri? Un blog multiautore, come Consulenza Direzionale!

Siete consulenti? Volete aprire un blog ma non avete il coraggio? Pensate che ci voglia troppo tempo e che dopo un po’ non ne avrete più voglia? Un’idea potrebbe essere quella di mettersi insieme tra due o tre colleghi e aprire un blog multiautore. Come due colleghi hanno pensato di fare assieme a me.

Dopo un giusto periodo di riflessione, di progettazione (e di vacanze estive) nasce infatti un nuovo blog multiautore dedicato alla consulenza direzionale.  Ci scrivo anch’io – ok – ma soprattutto ci scrivono i colleghi Andrea Lenzi e Andrea Lodi, due consulenti con cui collaboro da tempo.

Provo a condividere il tipo di questioni che entrano in gioco, quando si intraprende una strada simile: un blog multiautore è sempre una sfida da un lato e un aiuto dall’altro. Una sfida perché non sempre è facile riuscire a coordinare il tono, lo stile e il ritmo delle pubblicazioni tra vari autori (anche se con il blog di Elearnit già io e Alberto Pastorelli ci siamo riusciti); un aiuto…per lo stesso motivo: se non posso pubblicare io, pubblichi tu, basta mettersi d’accordo. Infine, uno dei motivi per questa scelta è il prosaico “cross-linking”: i siti personali e il blog supportano vicendevolmente il proprio posizionamento sui motori di ricerca.

Al di là di questi aspetti un po’ autoreferenziali, la vera sfida da vincere è

  • riuscire a mantenere un giusto ritmo di pubblicazione, dopo l’inevitabile frenesia iniziale e prima dell’altrettanto inevitabile stanchezza o mancanza di tempo (ad esempio, programmando i propri post per farli uscire con una cadenza regolare o scrivendo più post in un’unica sessione di lavoro)
  • trovare gli argomenti giusti, specie per chi ha già un sito o blog proprio: cosa scrivo nel mio sito? cosa nel mio blog personale? cosa nel blog multiautore? Per esempio, si può decidere di pubblicare sul proprio sito i nuovi clienti acquisiti, i nuovi progetti o documenti tecnici specifici relativi ai propri servizi. Sul blog multiautore si possono pubblicare riflessioni più generali (possibilmente in forma di storia).

Queste mi paiono le due questioni principali: intanto iniziamo anche a postare in questa nuova avventure, poi vedremo se nasceranno altre considerazioni.

Per il momento, benvenuto al nuovo blog!

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Il web per imparare, informarsi, comunicare, lavorare in gruppo

Il web è sempre più parte del nostro lavoro e della nostra vita. Ok, questo lo sappiamo tutti, forse non sto dicendo qualcosa di molto originale. Ma avete mai provato a mappare quanti strumenti web ci sono e per fare cosa?

Vi siete mai resi conto (consulenti, aziende piccole o grandi) che quasi tutte le attività aziendali in realtà possono essere fatte (anche) sul web? Date un’occhiata a questa mappa…

(PS: è una pagina sola, per vederla bene ingranditela a pieno schermo).

update 21 luglio: l’amico Luca P. mi suggerisce di includere anche i programmi peer-to-peer (e-mule, bit torrent…)

Diciamo che possono essere degli ottimi sistemi di distribuzione di file (del resto nascono per quello, per consentire a un numero elevato di persone di scaricare in contemporanea dei file di grosse dimensioni senza intasare il server) ma non conosco esempi “aziendali” in merito.

Migliora i post del tuo blog

7 consigli (da social media examiner) su come creare articoli migliori

http://www.socialmediaexaminer.com/7-tips-to-create-better-blog-posts/

#1: Chiarisci il tuo target

# 2: Sii consapevole di cosa vogliono i tuoi lettori

#3: Modifica spesso, tienila corta

#4: Crea titoli ricchi di parole chiave

#5: Scrivi delle grandi prime frasi

#6: Tienilo corto e spaziato

#7: Usa elenchi puntati

Ho aperto un blog: e adesso?

Consigli pratici su come scrivere gli articoli

Consigli per gli argomenti

  • Scelta dei titoli:  Trovate l’equilibrio giusto tra un minimo di ironia e la serietà, ma soprattutto ricordatevi che il titolo deve già spiegare di cosa parlerete ed essere facile da rintracciare per i motori di ricerca. Ad esempio, il titolo di questo post va benissimo per farlo trovare da Google se uno cerca “aprire un blog” o “come aprire un blog”. Anzi, sempre per stare nell’esempio, avrei potuto chiamarlo “Come aprire un blog”. Altra regola sempre valida: i 5 modi per, le 10 regole per.., come fare a…. . Sono tutti titoli “search engine friendly” e che colpiscono l’attenzione di chi legge. O di chi magari vede il vostro articolo nel suo feedreader o lo riceve per mail.
  • tag: cosa sono i tag? ad esempio, questo post è archiviato con i tag consulente, corporate-blog eccetera. Sono le parole chiave che contrassegnano un articolo. Usateli, non mettetecene troppi (2-3 sarebbe l’ideale, 4-5 possono ancora andare bene, di più è controproducente), così aiutate Google a trovare il vostro post. Ad esempio, se uno cerca “blog consulente” potrebbe arrivare qui.
  • stile: mica ve lo devo dire io. Trovate la vostra voce, il vostro stile, il vostro ritmo. Serissimo, scanzonato, un po’ e un po’. Una buona regola è partire da una propria esperienza concreta (…l’altro giorno, da un cliente, è successo che….) e tiratene fuori qualcosa di universale, di interessante per tutti.

Comunque, se sapete l’inglese, ecco un ottimo articolo su come produrre contenuto di qualità per il proprio Blog ==> http://www.socialmediaexaminer.com/6-ways-to-constantly-produce-quality-blog-content/

L’articolo parte da un mito (non ho tempo di scrivere sul blog) e lo smonta, poi suggerisce 6 modi per migliorare la propria produttività.

Non avere tempo è un modo sbagliato di ragionare. Meglio dire: devo trovare il tempo per le cose importanti, cioé per fare promozione al mio business. Nel contesto del vostro business sul web, bloggare è uno strumento di marketing. Che può essere riciclato in molti modi. E che lavora per noi 24 ore al giorno. L’idea dei 30 minuti al giorno suggerita nell’articolo non è male, secondo me può essere anche meno. Ovviamente, decidete il tempo da dedicare anche in base a quanto ci volete investire.

Ed ecco i 6 modi per trovare tempo e per migliorare:

#1: Calendario editoriale

#2: Inserite i tipi di post e di argomenti di cui scriverete

#3: Mantenete una lista di argomenti da blog

#4: Scrivete più articoli in una volta sola

#5:  Trovate altri blogger (ospiti) per aiutarvi. O create un blog multiautore.

#6: Intervistate gli esperti, o i clienti o comunque persone con cose interessanti da dire


Sono un consulente, apro un blog

Sempre di più, parlando con amici e colleghi, ci si chiede come fare a promuovere la propria attività (in questo caso si parla di attività da consulente, ma il concetto vale per qualunque tipo di attività..).

Con oggi, inizio una serie di post dedicati a come farsi trovare dai clienti.

Una massima un po’ da Catalano di quelli della notte che è emersa stamattina davanti al caffé è questa: meglio essere trovati dai clienti che andarli a cercare. Continua a leggere

Come scegliere un esperto SEO

  1. Esperienza: la professione di esperto SEO è relativamente nuova (anche se non così tanto, diciamo attorno ai 10-15 anni di storia). Tipicamente i bravi esperti SEO escono dal mondo del marketing o dell’ICT (meglio se da tutti e due).
  2. Numero di followers, connessioni o fan su Twitter/Facebook/altri SN: beh, se non hanno nemmeno l’account di solito non è un buon segno. Se hanno migliaia di follower, il dubbio è che possano essere esperti di spamming più che di SEO. Magari è più utile farsi mostrare un portfolio di risultati conseguiti per i loro clienti. Ad esempio: ho curato il profilo di XY con questi risultati. Update: come dice Roberto (vedi sotto nei commenti) è possibile che un SEO anche di livello top non abbia e non voglia avere un suo account. Come dicevo, almeno però vorrei che mi dicesse cosa ha fatto per i suoi clienti, se non per sè.
  3. Garanzie: questo è un punto delicato. Nessun esperto SEO può garantire un ranking specifico (“n° 1 su Google o Bing per la keyword XY). Se lo fa, non credetegli. Tuttavia è giusto pretendere garanzie ed è corretto offrire le garanzie che si possono dare: ad esempio, 10 keyword in top 20 su un certo numero di combinazioni per un certo numero di motori. Questo è un approccio più professionale.
  4. Prezzo: generalmente, si ottiene ciò per cui si paga (in base a ciò che si chiede).  Tradotto, significa che un prezzo equo sta tra i 2-3000 e i 5-6000 euro per un numero sensato di keyword e combinazioni. Ovviamente, è una misura a spanne che non tiene in considerazione l’eventuale complessità del vostro progetto. Però sono i prezzi che si trovano sul mercato.
  5. Coinvolgimento del cliente: il cliente si aspetta di pagare e non fare più nulla: “quanto costa? Bene, ecco i soldi, portami i risultati. Ci vediamo tra un anno per il rinnovo”. Ecco, non funziona così. Per quanto l’esperto possa disseminare il web di contenuti che aiutano il vostro posizionamento, ricordate che è la qualità, numerosità, freschezza e rilevanza dei vostri contenuti sul vostro sito il singolo elemento più importante. Se il vostro è un sito statico, con 4 pagine, pochi contenuti e se l’ultimo aggiornamento è “benvenuti nell’area news dell’azienda XY. Oggi pubblichiamo il nuovo sito” francamente nessuno può fare molto per voi. L’esperto SEO, casomai, può proporvi un restyling del vostro sito e proporvi di pubblicare frequentemente contenuti nuovi, rilevanti, interessanti (o farlo per voi, ma questo comporta almeno che gli forniate regolarmente degli spunti).
  6. Risultati istantanei: se volete avere un alto ranking su una keyword o frase oggi, compratela su AdWords. I motori di ricerca ci mettono qualche mese a mostrare risultati significativi col posizionamento organico. Il SEO è un investimento a medio termine. Vero che i siti nuovi con contenuti interessanti possono anche schizzare velocemente in top 5, ma una keyword competitiva ci può mettere del tempo per posizionarsi stabilmente in alto. Diffidate dunque di chi vi garantisce risultati immediati.
  7. Eccessiva automatizzazione: il mestiere del SEO comprende una varietà di strumenti automatici per controllare il posizionamento, i backlink, la scelta delle keywords eccetera. MA, comprende anche una serie di attività “manuali” e artigianali per costruire contenuti, costruire link. E’ un mix di arte e scienza.
  8. Focus solo sui motori di ricerca: sempre di più le persone cercano informazioni anche su social network, forum, reti di amici e conoscenti…. Il SEO deve-dovrà adeguarsi e proporre al cliente di investire tempo e riflessioni anche su questi canali. Alla fine, l’obiettivo (spero) dovrà diventare più quello di costruire e mantenere relazioni con i clienti e i potenziali clienti,  facendo in modo che per loro sia facile non solo trovarci ma conversare con noi, per costruire fiducia reciproca più che quello di essere in top 5 su Google ma avere poi un sito che fa fuggire tutti i visitatori.

In sintesi, cercate di preferire chi ha un approccio proattivo, chi ha una visione complessiva del vostro business ed è in grado di proporvi una strategia adatta a voi.