Il web per imparare, informarsi, comunicare, lavorare in gruppo

Il web è sempre più parte del nostro lavoro e della nostra vita. Ok, questo lo sappiamo tutti, forse non sto dicendo qualcosa di molto originale. Ma avete mai provato a mappare quanti strumenti web ci sono e per fare cosa?

Vi siete mai resi conto (consulenti, aziende piccole o grandi) che quasi tutte le attività aziendali in realtà possono essere fatte (anche) sul web? Date un’occhiata a questa mappa…

(PS: è una pagina sola, per vederla bene ingranditela a pieno schermo).

update 21 luglio: l’amico Luca P. mi suggerisce di includere anche i programmi peer-to-peer (e-mule, bit torrent…)

Diciamo che possono essere degli ottimi sistemi di distribuzione di file (del resto nascono per quello, per consentire a un numero elevato di persone di scaricare in contemporanea dei file di grosse dimensioni senza intasare il server) ma non conosco esempi “aziendali” in merito.

Informazione sull’informazione

Scrive Seth Godin oggi, tra le altre cose,

….Many people and organizations are contributing to this mass of data, but few are taking advantage of the opportunity to collate it and present it to people who desperately need it. Think about how much needs to be sorted, compared, updated and presented to people who want to choose or learn or trade on it.

The race to deliver this essential scaling asset isn’t over, it’s just beginning….

Vero, quanto è vero.  Lo vedo ogni giorno anche nel mio lavoro: uno dei temi più caldi, ad esempio nell’e-learning, è proprio quello della learning intelligence (il che va molto al di là dello standard di tracciamento dell’apprendimento che si usa oggi):

  • che dati raccolgo (tra quelli che posso raccogliere)?
  • come li articolo? a livello di azienda? di “team” all’interno dell’azienda? li posso raccogliere anche a livello multiaziendale? E se posso farlo, ha senso articolarli anche per settore o per paese?
  • come li aggrego? con quali metriche? perché?
  • una volta aggregati, come li visualizzo?
  • soprattutto, cosa vogliono dire? Quali chiavi di lettura posso associare ai dati?

Consulenti, aziende, formatori: se riuscite ad aggregare e rielaborare questo mondo di dati, vi trovate in tasca un tesoro!

Migliora i post del tuo blog

7 consigli (da social media examiner) su come creare articoli migliori

http://www.socialmediaexaminer.com/7-tips-to-create-better-blog-posts/

#1: Chiarisci il tuo target

# 2: Sii consapevole di cosa vogliono i tuoi lettori

#3: Modifica spesso, tienila corta

#4: Crea titoli ricchi di parole chiave

#5: Scrivi delle grandi prime frasi

#6: Tienilo corto e spaziato

#7: Usa elenchi puntati

Ho aperto un blog: e adesso?

Consigli pratici su come scrivere gli articoli

Consigli per gli argomenti

  • Scelta dei titoli:  Trovate l’equilibrio giusto tra un minimo di ironia e la serietà, ma soprattutto ricordatevi che il titolo deve già spiegare di cosa parlerete ed essere facile da rintracciare per i motori di ricerca. Ad esempio, il titolo di questo post va benissimo per farlo trovare da Google se uno cerca “aprire un blog” o “come aprire un blog”. Anzi, sempre per stare nell’esempio, avrei potuto chiamarlo “Come aprire un blog”. Altra regola sempre valida: i 5 modi per, le 10 regole per.., come fare a…. . Sono tutti titoli “search engine friendly” e che colpiscono l’attenzione di chi legge. O di chi magari vede il vostro articolo nel suo feedreader o lo riceve per mail.
  • tag: cosa sono i tag? ad esempio, questo post è archiviato con i tag consulente, corporate-blog eccetera. Sono le parole chiave che contrassegnano un articolo. Usateli, non mettetecene troppi (2-3 sarebbe l’ideale, 4-5 possono ancora andare bene, di più è controproducente), così aiutate Google a trovare il vostro post. Ad esempio, se uno cerca “blog consulente” potrebbe arrivare qui.
  • stile: mica ve lo devo dire io. Trovate la vostra voce, il vostro stile, il vostro ritmo. Serissimo, scanzonato, un po’ e un po’. Una buona regola è partire da una propria esperienza concreta (…l’altro giorno, da un cliente, è successo che….) e tiratene fuori qualcosa di universale, di interessante per tutti.

Comunque, se sapete l’inglese, ecco un ottimo articolo su come produrre contenuto di qualità per il proprio Blog ==> http://www.socialmediaexaminer.com/6-ways-to-constantly-produce-quality-blog-content/

L’articolo parte da un mito (non ho tempo di scrivere sul blog) e lo smonta, poi suggerisce 6 modi per migliorare la propria produttività.

Non avere tempo è un modo sbagliato di ragionare. Meglio dire: devo trovare il tempo per le cose importanti, cioé per fare promozione al mio business. Nel contesto del vostro business sul web, bloggare è uno strumento di marketing. Che può essere riciclato in molti modi. E che lavora per noi 24 ore al giorno. L’idea dei 30 minuti al giorno suggerita nell’articolo non è male, secondo me può essere anche meno. Ovviamente, decidete il tempo da dedicare anche in base a quanto ci volete investire.

Ed ecco i 6 modi per trovare tempo e per migliorare:

#1: Calendario editoriale

#2: Inserite i tipi di post e di argomenti di cui scriverete

#3: Mantenete una lista di argomenti da blog

#4: Scrivete più articoli in una volta sola

#5:  Trovate altri blogger (ospiti) per aiutarvi. O create un blog multiautore.

#6: Intervistate gli esperti, o i clienti o comunque persone con cose interessanti da dire


Sono un consulente, apro un blog

Sempre di più, parlando con amici e colleghi, ci si chiede come fare a promuovere la propria attività (in questo caso si parla di attività da consulente, ma il concetto vale per qualunque tipo di attività..).

Con oggi, inizio una serie di post dedicati a come farsi trovare dai clienti.

Una massima un po’ da Catalano di quelli della notte che è emersa stamattina davanti al caffé è questa: meglio essere trovati dai clienti che andarli a cercare. Continua a leggere