Convegno sul lavoro a Modena + Visita al Museo Enzo Ferrari

museo_mef_alto_2Venerdì 1° marzo, con inizio alle ore 9,00, Modena Formazione e CNA Modena, organizzano presso il Museo Casa Enzo Ferrari, un convegno dal titolo: “Matching fra domanda e offerta di lavoro. Esperienze a confronto”.

Per partecipare è consigliato prenotarsi presso la segreteria organizzativa all’indirizzo e-mail convegno.matching@mo.cna.it.

E’ anche possibile registrarsi online qui: http://iscrizioni-convegno-matching.eventbrite.it/

Al termine del convegno, con il badge rilasciato al momento dell’iscrizione sarà possibile visitare il Museo.

Per ulteriori informazioni scarica il Programma del Convegno Matching Modena.

Informazione sull’informazione

Scrive Seth Godin oggi, tra le altre cose,

….Many people and organizations are contributing to this mass of data, but few are taking advantage of the opportunity to collate it and present it to people who desperately need it. Think about how much needs to be sorted, compared, updated and presented to people who want to choose or learn or trade on it.

The race to deliver this essential scaling asset isn’t over, it’s just beginning….

Vero, quanto è vero.  Lo vedo ogni giorno anche nel mio lavoro: uno dei temi più caldi, ad esempio nell’e-learning, è proprio quello della learning intelligence (il che va molto al di là dello standard di tracciamento dell’apprendimento che si usa oggi):

  • che dati raccolgo (tra quelli che posso raccogliere)?
  • come li articolo? a livello di azienda? di “team” all’interno dell’azienda? li posso raccogliere anche a livello multiaziendale? E se posso farlo, ha senso articolarli anche per settore o per paese?
  • come li aggrego? con quali metriche? perché?
  • una volta aggregati, come li visualizzo?
  • soprattutto, cosa vogliono dire? Quali chiavi di lettura posso associare ai dati?

Consulenti, aziende, formatori: se riuscite ad aggregare e rielaborare questo mondo di dati, vi trovate in tasca un tesoro!

Fondi interprofessionali: il rapporto azienda – consulente – ente

Segnalo un ottimo articolo di questo blog (Tocchiamo il fondo) che spiega nel dettaglio le problematiche tipiche che spesso si ingenerano nel rapporto tra ente di formazione, azienda e consulente nella gestione dei fondi interprofessionali (o nella gestione della formazione finanziata in genere).

Quasi sempre sono problemi causati da ignoranza del consulente, sempre risolvibili con un minimo di consapevolezza. Però – anche nella mia esperienza – spesso i consulenti si comportano esattamente come descritto nell’articolo.

Morale: aziende, preferite sempre i consulenti che – quando parlano di formazione finanziata – almeno sanno di cosa parlano!

Power point e la guerra in Iraq

Un interessante articolo del New York Times (in inglese, ovviamente) racconta come l’abuso di Powerpoint nelle forze armate americane finisca per distogliere la pianificazione delle operazioni da dettagli importanti. Di particolare interesse alcuni articoli linkati: il saggio del capitano Crispin Burke che spiega i vantaggi e gli abusi di Powerpoint, e, da esso linkati, il documento di analisi sul disastro del columbia Shuttle, nel quale Edward Tufte sottolinea i difetti di comunicazione generati da Powerpoint, e, dal lato opposto, la particolare efficacia espositiva di un divertente documento prodotto dal capitano Travis Patiquin che ha contribuito a cambiare il corso della guerra in Iraq.

http://abcnews.go.com/images/us/how_to_win_in_anbar_v4.pdf

http://www.nytimes.com/2010/04/27/world/27powerpoint.html?hp

L’era del cinghiale bianco

O meglio, l’era del post advertising, del post-interruzione, del post televisione. Alcuni spunti di riflessione, daminimarketing e marketing usabile:

Primo spunto

The last advertising agency, grazie a Maurizio Goetz

The Last Advertising Agency On Earth from FITC on Vimeo.

Secondo spunto

Dicotomia “Marketing per sconosciuti” vs “Marketing per Conoscenti”

Dice minimarketing, raccontando una sua esperienza passata
enorme il divario nella percentuale di “chiusura” della vendita tra chi aveva avuto una referenza o anche un contatto qualsiasi da un altro cliente/amico — anche non superlativamente favorevole — rispetto ai clienti “conquistati” da zero, partendo dal direct marketing

Ovvio, no? (verrebbe da pensare) E’ un’esperienza su cui penso chiunque di noi possa concordare (consulenti, venditori, agenti, imprese di produzione, gelatai..). Il punto, dunque, è sempre cosa fare se non ho abbastanza conoscenti? (a parte darsi da fare per averne di più). Proviamo a sciogliere il dilemma analizzando le due alternative:

  1. Contattare gli sconosciuti? => Sì, ma con moderazione e rispetto, sapendo che i risultati saranno bassi…Provate a calcolare il tempo e le risorse che dedicate a questo tipo di sforzo.
  2. Cercare di conoscere più gente? =>  Provate ad applicare le stesse risorse e gli stessi sforzi a questo e vedete se non è meglio impiegare il proprio tempo così.

Usare partner/interlocutori/altre aziende complementari/associazioni/istituzioni (e trovare il giusto mix nell’impiego di questo tipo di alleati) può essere la chiave giusta per portare avanti la strategia di cercare di conoscere più gente. L’altra cosa (facile da dire e difficile da fare) è trovare la giusta strategia e il giusto pretesto per risultare interessante per questi alleati.

(ah: l’era del cinghiale bianco, a quanto pare, sarebbe l’era della Conoscenza Assoluta. Uhm, magari non è perfettamente in tema, ma il titolo del post ormai è quello e lo lascio così).

Security e Risk Assessment aziendale

Segnalo questa interessante intervista che il collega Andrea Lodi ha fatto a Marcello Ferrarini, con cui ho avuto il piacere di lavorare qualche mese fa.

L’intervista è relativa a un tema relativamente poco conosciuto dalle imprese, anche quelle medio grandi, cioé la tutela della loro proprietà intellettuale.  In un’epoca di ipercompetizione e globalizzazione, il valore principale che le imprese dovrebbero tutelare sono le loro idee, tecnologie, i loro marchi. Spesso ciò non avviene e le imprese lasciano questo tipo di tutela semplicemente all’ufficio marchi e brevetti: attuano cioé una tutela solo giuridica e “passiva” ma non attuano alcuna strategia proattiva e – spesso – non formano adeguatamente le persone.

Sinecure offre anche un utile questionario di assessment per consentire alle imprese una semplice autovalutazione.

Il questionario è raggiungibile qui.

4 milioni di euro per le reti di imprese

Segnalo questo bando della Regione Emilia-Romagna:

bando per progetti di reti di imprese

Ogni progetto (consolidamento di sistemi di subfornitura, di ampliamento della capacità produttiva, di miglioramento delle performance ambientali, innovazione, qualità etc.)  è finanziabile al 50%, fino a un massimo di 150mila euro.