Il piano di Social Media Marketing secondo Leonardo Bellini

Come molte pubblicazioni di Leonardo, del Digital Marketing Lab, ha il grande pregio di essere molto chiara e molto operativa.

Visto che l’ho ricevuta per mail come “regalo” agli iscritti alla sua newsletter, provvedo anch’io a regalarla per farla conoscere ai miei contatti.

Update: ecco anche Social Media Metrics – le metriche per i social media
Ovvero, l’importanza di misurare quello che si fa!

Fare pubblicità con Adwords o no?

Domanda: “Sono un consulente e ho un blog (oppure “sono una piccola azienda e ho un sito), mi consigli di fare pubblicità con Adwords o no?

Risposta: Dipende!

Ok, è la classica risposta da consulente, lo so.  Del resto, cosa vi potevate aspettare? Proviamo a dare qualche dettaglio in più, va bene.

La premessa è che in generale i visitatori che arrivano da Adwords sono di qualità peggiore. Date un’occhiata a questi due vecchi ma sempre validi articoli di Webman:

Scoprirete facilmente che magari Adwords vi porta un sacco di visite (ci mancherebbe, è il suo mestiere) ma che spesso sono i visitatori sbagliati.

Quando è (quasi) indispensabile

Se e quando operate in un settore ipercompetitivo e/o per il largo consumo (turismo, ristorazione, vendita di gestionali software, elettronica di consumo…..) probabilmente i vostri competitor lo fanno e siete quasi obbligati a farlo anche voi, come parte del vostro budget di comunicazione e pubblicità. In questo caso, forse non potete farne a meno (a meno che non decidiate di puntare sui piccoli numeri, sulla nicchia e sulla specializzazione. Ma non sareste in un settore ipercompetitivo…).

L’altro caso in cui è quasi indispensabile è quando c’è un elemento temporale (un evento, una ricorrenza come ad esempio Natale o simili, un’inaugurazione…) o quando fate un’offerta speciale, o quando fate degli sconti particolari (ah: se i vostri prodotti sono vendibili online è ancora meglio)

Quando se ne può parlare

Se ne può parlare o quando la vostra situazione è una via di mezzo tra l’ipercompetitivo e la nicchia e magari volete fare una prova (consiglio della nonna: misurate gli effetti di ciò che fate, delle scelte. Se no, come potete capire se ha funzionato o no e correggere il tiro?). Oppure quando Google (o altri) vi regalano un coupon da 30 o 50 euro e non volete farli andare sprecati….

Non ditelo a nessuno, ma se registrate la vostra attività su Google Places (la variante di Maps per le attività commerciali) Google vi regala 5o euro da spendere in annunci. Come ogni buon pusher, prima vi fa provare la roba… Spesso anche quando comprate hosting o domini, i venditori vi regalano dei buoni simili.

Quando proprio no

Se siete snob, se avete già abbastanza lavoro, se volete distinguervi totalmente dai concorrenti (che magari lo usano).

A voi la scelta.


Il web per imparare, informarsi, comunicare, lavorare in gruppo

Il web è sempre più parte del nostro lavoro e della nostra vita. Ok, questo lo sappiamo tutti, forse non sto dicendo qualcosa di molto originale. Ma avete mai provato a mappare quanti strumenti web ci sono e per fare cosa?

Vi siete mai resi conto (consulenti, aziende piccole o grandi) che quasi tutte le attività aziendali in realtà possono essere fatte (anche) sul web? Date un’occhiata a questa mappa…

(PS: è una pagina sola, per vederla bene ingranditela a pieno schermo).

update 21 luglio: l’amico Luca P. mi suggerisce di includere anche i programmi peer-to-peer (e-mule, bit torrent…)

Diciamo che possono essere degli ottimi sistemi di distribuzione di file (del resto nascono per quello, per consentire a un numero elevato di persone di scaricare in contemporanea dei file di grosse dimensioni senza intasare il server) ma non conosco esempi “aziendali” in merito.

Migliora i post del tuo blog

7 consigli (da social media examiner) su come creare articoli migliori

http://www.socialmediaexaminer.com/7-tips-to-create-better-blog-posts/

#1: Chiarisci il tuo target

# 2: Sii consapevole di cosa vogliono i tuoi lettori

#3: Modifica spesso, tienila corta

#4: Crea titoli ricchi di parole chiave

#5: Scrivi delle grandi prime frasi

#6: Tienilo corto e spaziato

#7: Usa elenchi puntati

Ho aperto un blog: e adesso?

Consigli pratici su come scrivere gli articoli

Consigli per gli argomenti

  • Scelta dei titoli:  Trovate l’equilibrio giusto tra un minimo di ironia e la serietà, ma soprattutto ricordatevi che il titolo deve già spiegare di cosa parlerete ed essere facile da rintracciare per i motori di ricerca. Ad esempio, il titolo di questo post va benissimo per farlo trovare da Google se uno cerca “aprire un blog” o “come aprire un blog”. Anzi, sempre per stare nell’esempio, avrei potuto chiamarlo “Come aprire un blog”. Altra regola sempre valida: i 5 modi per, le 10 regole per.., come fare a…. . Sono tutti titoli “search engine friendly” e che colpiscono l’attenzione di chi legge. O di chi magari vede il vostro articolo nel suo feedreader o lo riceve per mail.
  • tag: cosa sono i tag? ad esempio, questo post è archiviato con i tag consulente, corporate-blog eccetera. Sono le parole chiave che contrassegnano un articolo. Usateli, non mettetecene troppi (2-3 sarebbe l’ideale, 4-5 possono ancora andare bene, di più è controproducente), così aiutate Google a trovare il vostro post. Ad esempio, se uno cerca “blog consulente” potrebbe arrivare qui.
  • stile: mica ve lo devo dire io. Trovate la vostra voce, il vostro stile, il vostro ritmo. Serissimo, scanzonato, un po’ e un po’. Una buona regola è partire da una propria esperienza concreta (…l’altro giorno, da un cliente, è successo che….) e tiratene fuori qualcosa di universale, di interessante per tutti.

Comunque, se sapete l’inglese, ecco un ottimo articolo su come produrre contenuto di qualità per il proprio Blog ==> http://www.socialmediaexaminer.com/6-ways-to-constantly-produce-quality-blog-content/

L’articolo parte da un mito (non ho tempo di scrivere sul blog) e lo smonta, poi suggerisce 6 modi per migliorare la propria produttività.

Non avere tempo è un modo sbagliato di ragionare. Meglio dire: devo trovare il tempo per le cose importanti, cioé per fare promozione al mio business. Nel contesto del vostro business sul web, bloggare è uno strumento di marketing. Che può essere riciclato in molti modi. E che lavora per noi 24 ore al giorno. L’idea dei 30 minuti al giorno suggerita nell’articolo non è male, secondo me può essere anche meno. Ovviamente, decidete il tempo da dedicare anche in base a quanto ci volete investire.

Ed ecco i 6 modi per trovare tempo e per migliorare:

#1: Calendario editoriale

#2: Inserite i tipi di post e di argomenti di cui scriverete

#3: Mantenete una lista di argomenti da blog

#4: Scrivete più articoli in una volta sola

#5:  Trovate altri blogger (ospiti) per aiutarvi. O create un blog multiautore.

#6: Intervistate gli esperti, o i clienti o comunque persone con cose interessanti da dire


Sono un consulente, apro un blog

Sempre di più, parlando con amici e colleghi, ci si chiede come fare a promuovere la propria attività (in questo caso si parla di attività da consulente, ma il concetto vale per qualunque tipo di attività..).

Con oggi, inizio una serie di post dedicati a come farsi trovare dai clienti.

Una massima un po’ da Catalano di quelli della notte che è emersa stamattina davanti al caffé è questa: meglio essere trovati dai clienti che andarli a cercare. Continua a leggere

Le novità di Linked In

Linked In ha recentemente aggiunto alcune nuove funzioni che possono essere interessanti per completare il proprio profilo e renderlo sempre più aggiornato e facile da consultare per tutti.

Gli utenti italiani troveranno utile l’aggiunta della lingua italiana (è stato aggiunto anche il portoghese).

Modificare la lingua in cui si visualizza Linked In

Trovate questa funzione scorrendo fino in fondo la pagina principale di Linked In: cliccando su lingua potrete impostare la lingua in cui vedrete visualizzati i comandi di LI.

Altrettanto interessante – e collegata a questo aspetto – la possibilità di inserire il proprio profilo in più lingue. Francamente, non so perché ma fin dall’inizio mi era sembrato naturale impostare il mio profilo in inglese (forse perché i primi gruppi che ho iniziato a frequentare erano gruppi americani).  Tuttavia, ho colto l’occasione per aggiungere anche il profilo italiano… e per scrivere questo post!

Aggiungere il profilo in un'altra lingua

Come si vede, è sufficiente cliccare su “modifica profilo” e poi scegliere “crea il tuo profilo in un’altra lingua”.

In realtà, l’aggiornamento comprende un completo restyling della pagina che ora si presenta molto più pulita e razionale: in sostanza, tutte le funzioni sono stati raggruppate nella barra dei menu che ora è orizzontale e in alto.
Tutto questo serve a lasciare il più libera possibile la pagina per visualizzare già in home page gli aggiornamenti dei propri contatti e dei propri gruppi (e anche per visualizzare meglio le pubblicità) ma senz’altro ha come effetto di spostare il focus dal proprio ombelico … all’ombelico altrui, il che mi pare senz’altro salutare.

La nuova barra dei menu

Per quanto riguarda infine l’ombelico proprio, è stata aggiornata la sezione dei propri aggiornamenti di status che ora consente di allegare un link e di sincronizzarsi col proprio profilo Twitter.

il nuovo box aggiornamenti

Barcellona-Inter 2:0 – Un post scaramantico

Disclaimer: il tenutario di questo blog è interista

In questi giorni i video virali (ecco il primo ed ecco il secondo) creati dal Barcellona sono finiti anche sui media mainstream, assieme alle famose magliette (ci lasceremo la pelle) e alle interviste rilasciate da tutto l’ambiente del Barça.
Il Barça e Pep Guardiola peraltro non sono nuovi all’utilizzo di video motivazionali (nel 2009 Guardiola usò in spogliatoio un video motivazionale pochi minuti prima della finale col Manchester: un mash-up tra “Il Gladiatore” e immagini di gioco).

Tifosi, giornalisti sportivi e non e tutti gli osservatori mi pare abbiano colto solo alcuni aspetti di questa strategia (“lo fanno perché hanno paura”, “lo fanno per caricarsi”, “lo fanno per intimidire gli avversari”..): non ho sentito o letto (quasi) da nessuna parte una considerazione che mi pare piuttosto ovvia: lo fanno – anche – per ragioni di marketing! Basta dare un’occhiata alla pagina Facebook del Barcellona (e al suo sito, e alla sua pagina YouTube) per rendersi conto di una differenza fondamentale con il sito e col canale YouTube dell’Inter (la pagina FB ufficiale non mi pare che ci sia). Il Barcellona è un ottimo esempio di cosa fa un brand globale, o meglio glocale visto che il Barça è al tempo stesso catalano ma molto popolare anche tra in non catalani, almeno fuori Madrid… Questo sono i top team di calcio nel 2010, cosa secondo me piuttosto chiara in giro per il mondo ma ancora embrionale in Italia: dei brand globali con una fortissima componente emotiva che consente l’identificazione del fan con il marchio e con il prodotto: video virali (realmente virali e col giusto tempismo rispetto agli eventi, non press release o documentari su Helenio Herrera, come nella pagina YT dell’Inter), applicazione FB per trovare gli altri fan del Barcellona nel mondo, menu Barça nella pagina Facebook, “big comeback competition”, integrazione di contenuti e di stili tra sito, canale YT e pagina FB.

Insomma: un ottimo esempio di web marketing applicato al calcio. Il confronto con l’Inter (non ho fatto una ricerca approfondita, ma mi pare che Milan e Juventus abbiano una presenza web migliore dell’Inter) è impietoso: sul web, vince il Barça 2:0.

Sul campo, vinca il migliore (“Ciò, speremo de no”)!