Convegno sul lavoro a Modena + Visita al Museo Enzo Ferrari

museo_mef_alto_2Venerdì 1° marzo, con inizio alle ore 9,00, Modena Formazione e CNA Modena, organizzano presso il Museo Casa Enzo Ferrari, un convegno dal titolo: “Matching fra domanda e offerta di lavoro. Esperienze a confronto”.

Per partecipare è consigliato prenotarsi presso la segreteria organizzativa all’indirizzo e-mail convegno.matching@mo.cna.it.

E’ anche possibile registrarsi online qui: http://iscrizioni-convegno-matching.eventbrite.it/

Al termine del convegno, con il badge rilasciato al momento dell’iscrizione sarà possibile visitare il Museo.

Per ulteriori informazioni scarica il Programma del Convegno Matching Modena.

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Professione formatore: le 7 tecniche (che uso io…)

Ogni tanto qualcuno mi contatta per chiedermi consigli sulla mia professione.

Un buon consulente-artigiano non butta mai via niente, per cui ecco una delle mail con cui ho risposto, trasformata in un post.

Premessa

Il formatore/consulente: sono convinto che non si possa formare efficacemente se non si lavora concretamente sulle cose, da consulente. E che per essere un consulente migliore, è utile fare esperienza anche di formazione). Queste due professioni si arricchiscono a vicenda, almeno nella mia esperienza è così. Continua a leggere

Fondi interprofessionali: il rapporto azienda – consulente – ente

Segnalo un ottimo articolo di questo blog (Tocchiamo il fondo) che spiega nel dettaglio le problematiche tipiche che spesso si ingenerano nel rapporto tra ente di formazione, azienda e consulente nella gestione dei fondi interprofessionali (o nella gestione della formazione finanziata in genere).

Quasi sempre sono problemi causati da ignoranza del consulente, sempre risolvibili con un minimo di consapevolezza. Però – anche nella mia esperienza – spesso i consulenti si comportano esattamente come descritto nell’articolo.

Morale: aziende, preferite sempre i consulenti che – quando parlano di formazione finanziata – almeno sanno di cosa parlano!

Fondi Interprofessionali: come funzionano

Fondi Interprofessionali (formazione per i dipendenti, esclusi gli apprendisti)


Molte aziende mi chiedono “come funzionano i fondi interprofessionali“. Questo post serve a chiarire ulteriormente.

Il processo avviene in questo modo:

  • assieme all’azienda, si analizzano i fabbisogni formativi: argomenti, individuazione dei docenti, destinatari (quante persone e suddivise in che modo), tempistica. Ovviamente, si verifica anche se l’azienda è già iscritta a un fondo oppure no
  • assieme all’ente accreditato (lavoro con 2-3 organizzazioni: ci sono ormai oltre 15 fondi e ogni organizzazione è specializzata in alcuni di essi) si analizzano i bandi in prossima uscita e le possibilità di successo; si pianifica quindi un piano di presentazione di progetti e – soprattutto  – si ipotizza un budget
  • provvedo a progettare – assieme all’azienda e a eventuali consulenti che già lavorano con l’azienda – i contenuti di dettaglio della formazione per l’effettiva presentazione del progetto.

Se in azienda ci sono le RSU, occorre ottenere le firme delle RSU interne sul progetto. In caso contrario, l’approvazione sindacale avviene a livello di sindacati provinciali (a cura dell’ente accreditato).

L’obiettivo tipico che si persegue è di finanziare completamente le attività formative tramite il fondo.

Difficile dare cifre generiche: diciamo che per costruire un budget solitamente occorre tener conto di variabili quali il numero di dipendenti coinvolti, le ore di docenza, eventuali attività di project work, il parametro orario del fondo (i parametri sono diversi da fondo a fondo e a volte da bando a bando).

Tipicamente, ci sono bandi ogni mese se si considerano tutti i fondi in circolazione. Su un singolo fondo, ci sono circa 3-4 scadenze l’anno in media.

Tra la presentazione e l’approvazione possono passare da 45 giorni a 2 mesi circa, dopodiché (di solito) ci sono tra i 6 e gli 11 mesi di tempo per realizzare il progetto formativo.

Fa eccezione a questo panorama complessivo il fondo Fondimpresa che opera in una logica più di “conto corrente” (si parla infatti di Conto Formazione) che non di presentazione di progetti che devono rientrare in una graduatoria: per semplificare, tanto verso, tanto ricevo. In questo caso, solitamente per poter utilizzare i fondi occorre prima “accumulare” risorse: di solito, quindi, è un fondo adatto per grandi imprese con un elevato numero di dipendenti che versano. Le risorse accantonate e non utilizzate per 2 anni confluiscono tuttavia nel cosiddetto Conto di Sistema: un fondo cui tutte le imprese (tramite la partecipazione ad appositi bandi che afferiscono al Conto di Sistema) possono accedere, anche quelle che non hanno versato.

Apprendistato e relativo obbligo formativo

Formazione per apprendisti: un post “divulgativo”

Come dice Wikipedia, in sostanza il rapporto di apprendistato “.si basa su un patto fra datore di lavoro e dipendente, in base al quale l’apprendista accetta condizioni contrattuali peggiori (in termini ad esempio di retribuzione, di durata del rapporto, di ammortizzatori sociali) in cambio di una formazione specializzata tale da garantirgli una cospicua crescita professionale.”

Come noto, il contratto di apprendistato consente (semplifichiamo al massimo) all’impresa di assumere (con contratti della durata massima di 6 anni) apprendisti (fino a 30 anni non ancora compiuti) senza dover versare i contributi, che sono a carico del sistema pubblico (se vogliamo, questa che vi propongo è una lettura “aziendo-centrica”: oggi che non esiste più il vecchio contratto formazione-lavoro, l’apprendistato è sicuramente una forma contrattuale molto favorevole per l’impresa).

In cambio di questi vantaggi, la normativa (sostanzialmente 2 sono le leggi cui si fa riferimento: la 196/97 e la 276/03) prevede un obbligo formativo di 120 ore (160/140/120 ore per il CCNL metalmeccanico-PMI) per ogni annualità del contratto di apprendistato stesso. La formazione, normalmente, è erogata in parte in aula (di solito si tratta di 24 ore, la cosiddetta formazione “trasversale”: informatica, sicurezza sul lavoro, diritti e doveri del lavoratore…) e in parte in azienda (tutte le ore restanti).  L’impresa, se il CCNL cui fa riferimento l’apprendista è regolato dalla legge 276/03, volendo può decidere di erogare tutta la formazione internamente.

La formazione aziendale, ovviamente, verte sull’apprendimento del mestiere che l’apprendista dovrà svolgere. La normativa attuale rimanda alle regioni la definizione dei profili formativi specifici dell’apprendistato professionalizzante. La Regione Emilia Romagna, ad esempio, cofinanzia (per ora…) con voucher formativi del valore di 500 euro le imprese che decidono di attingere ai profili formativi del proprio catalogo per progettare la formazione. Anzi, in un’ottica anticrisi, raddoppia (1000 euro) il valore del voucher per i neoassunti (dal 1 ottobre 2009).

Assieme agli enti di formazione con cui collaboro, sono in grado di assistere l’azienda nelle attività collegate.

E’ fondamentale infatti per l’impresa dimostrare di aver adempiuto all’obbligo formativo implicito in questa tipologia del contratto, il che avviene con una serie di attività quali:

  • Erogazione della formazione all’interno del luogo di lavoro (da definire in  base al CCNL di riferimento)
  • Erogazione della formazione d’aula esterna all’azienda da svolgersi presso le strutture dell’ente di formazione
  • Predisposizione e stesura del piano formativo individuale
  • Consulenza nell’individuazione della qualifica e delle modalità formative
  • Realizzazione di percorsi personalizzati
  • Gestione della documentazione
  • Supervisione e monitoraggio dello stato delle attività
  • Certificazione dei percorsi di formazione

Formazione gratuita per apprendisti

Avete assunto apprendisti a partire dal 1 ottobre 2009? La Regione Emilia Romagna ha raddoppiato (portandolo a € 1.000) il valore dei “voucher” (gli assegni formativi) destinati alla formazione degli apprendisti che frequentano corsi tratti dal catalogo regionale della formazione in apprendistato. Ciò significa che la formazione (che – ricordiamo – è obbligatoria per chi è assunto con contratto di apprendista) può essere erogata a titolo totalmente gratuito.

Gli enti di formazione con cui collaboro offrono percorsi formativi per gli apprendisti, contattetemi se siete interessati. Naturalmente, se i vostri apprendisti sono stati assunti prima del 1 ottobre 2009, l’obbligo di formarli c’è comunque. In quel caso tuttavia il voucher regionale ha il valore consueto di € 500, per cui il costo effettivo dipende da vari fattori (contratto collettivo di riferimento, normativa cui il contratto è sottoposto, listino prezzi dei vari enti di formazione).

Progetto Better Building

Ricevo – e volentieri pubblico, a fini di diffusione – questo articolo sul tema della formazione in campo ambientale-energetico.

ALLARME ENERGIA: IL FUTURO E’ ALLA NOSTRA PORTA

Il consumo frenetico di energia fossile non si arresta e l’energia rappresenta la causa principale del cambiamento climatico in quanto incide per l’80% sulle emissioni di gas a effetto serra. Il risparmio energetico rappresenta la forma più pulita e conveniente di energia. Sicuramente gli edifici nell’ambito del residenziale e del terziario, offrono un potenziale enorme per il risparmio energetico in quanto costituiscono la fonte da cui proviene il 40% dell’energia consumata nell’UE.

Il Progetto “Better Building” finanziato con il sostegno del Programma Leonardo da Vinci, ha inteso creare le condizioni per sviluppare competenze tecnico-specialistiche legate all’efficienza energetica ed all’utilizzo delle risorse energetiche rinnovabili, destinate a docenti, esperti e uomini d’azienda del settore dell’edilizia. Dopo avere indagato lo stato dell’arte rispetto alla normativa, alle politiche locali a supporto all’applicazione dei principi di efficienza energetica, con uno sguardo privilegiato al settore dell’edilizia, e alla formazione professionale attivata in merito a tematiche di efficienza energetica applicata alla costruzione e ristrutturazione di edifici, il Progetto ha proceduto al trasferimento previo adattamento e validazione, di un curriculum didattico modulare sviluppato in Romania in una precedente azione finanziata sempre nell’ambito del Programma Leonardo da Vinci. Italia, Slovenia, Turchia sono i paesi che nell’ambito di Better Building hanno adattato e sviluppato il Curriculum attraverso il supporto di enti dell’ Austria, Romania e Norvegia. Scendendo nel dettaglio, gli obiettivi di Better Building possono essere così sintetizzati:

  • Sensibilizzare ai problemi del risparmio energetico, all’uso di fonti di energia rinnovabili e alla formazione di specialisti relativamente a questi temi
  • Creare condizioni che favoriscano l’azione di consulenza sui temi della ristrutturazione di edifici in un’ottica di rispetto dell’ambiente e di risparmio energetico
  • Sviluppare materiali e contenuti didattici per formare la figura di consulente del risparmio energetico.

 

I principali prodotti del progetto (Linee guida didattiche e suggerimenti operativi; Approccio concettuale per l’implementazione del curriculum; Percorsi didattici per formare esperti nel settore di riferimento) sono liberamente scaricabili dal sito www.better-building.eu